Massimo Cartaginese ha realizzato con il collettivo voyagerlab di cui è ideatore, numerosi interventi di arte pubblica in Italia e all'estero (Phonosfera, 2016; Lapidario, 2015; Paesaggi interrotti, 2009 Contro la linea retta, 2002). La sua produzione individuale è principalmente rivolta al tema dell'osservazione del paesaggio naturale, talora colto nei suoi minuti dettagli (I passi, 2018), oppure nelle sue manifestazioni macroscopiche (In mare è sempre inverno, 2015; Terrae quati Motibus, 2017; Pneuma, 2021).
Safari, allestito presso la Pinacoteca Francesco Podesti di Ancona nel novembre 2020, tratta invece il tema delle migrazioni dall'Africa.
Tra le partecipazioni a rassegne d'arte ed architettura, ricordiamo Me, myself, and I (Sottodiciotto film festival, Biblioteca Albertina, Torino, 2019); Blooming Festival, 2018 Pergola, a cura di Federica Patti; Mediamorfosi, Napoli e XD1, Milano 2011 a cura di Gabriele Perretta; Model-Raum, 2006, Berlino, a cura di Thomas Von Arx; Geopuzzle, 2004/06 Sassoferrato, a cura di Gabriele Tinti; Progetto Voyager, 2002/04, Ancona e Split a cura di Valerio Dehò; Nove progetti per nove città, XVII Triennale di Architettura di Milano, 1987 a cura di Marco Porta.
Massimo si occupa anche di grafica autoriale (disegni per la collezione aynakuart; Il serraglio, illustrazioni e video presentati al Circolo dei Lettori di Torino nel novembre 2022 per la serata dedicata al poeta russo Velemir Chlebnikov, con letture di Paolo Nori).