Come mai la Natura è diventata, da nemico sovrastante, una fragile entità da salvaguardare, in continuo pericolo? 
Scienza e tecnologia hanno radicalmente modificato il nostro rapporto con la Natura, accentuando la separazione tra oggetto dello studio (la Natura) ed il soggetto dello studio (l'uomo).  Quello che non è cambiato di molto è il nostro modo di pensarla.
Nonostante tutto, continuiamo a pensare la Natura come origine e principio positivo, realtà e perfezione, felicità, armonia, immediatezza, perdute e da riconquistare. 
Questo pensiero, partendo dalla constatazione della realtà "ontologica" della Natura, postula ingenuamente l'esistenza di una naturalità oggettiva. Si nasconde il fatto che delimitare i confini del naturale è un'operazione di relativismo culturale che varia in funzione di chi la esprime e quando.
In altre parole, l'immagine univoca di Natura (e naturalità) in cui ci riconosciamo è una costruzione linguistico-concettuale dell'Occidente.
Basta questo per farci allontanare dal pensiero unico sulla Natura favorendo invece l'idea di nature (al plurale), vale a dire l'insieme dei processi culturali di produzione del naturale.
Va da sé che In un ambito di molteplici nature, il confine tra naturale e artificiale diventa del tutto relativo: la Natura è naturale?



















Cartaginese _ Mangiaterra:  installazione: erba sintetica e prato naturale  Land Art al Furlo  Casa degli Artisti (Fossombrone) _  2012 / PAC3 Inteatro (Polverigi) _ 2014